Portale Diocesi di Udine
Crolla il tetto, due morti ad Artegna
Un volo di otto metri. L'incidente alla ditta Italsole Mangimi, sulla Pontebbana

ARTEGNA (9 settembre, ore 15) - Due comunità friulane piangono per l’improvvisa scomparsa di due loro componenti, per un incidente sul lavoro. Artegna e Sedilis si stringono attorno alle famiglie di Mario Menis, di 80 anni, già titolare dell’Italsole mangimi di Artegna, conosciuta da tutti come «il molin», e Daniele Treppo, di 46 anni, artigiano imbianchino.

L'incidente è avvenuto stamani intorno alle 11. I due erano saliti sul tetto dell'azienda Italsole, che produce mangimi, per decidere alcuni lavori. Per motivi da chiarire hanno messo i piedi su una struttura tipo plexiglas che ha ceduto al loro peso. Un volo di otto metri, per poi schiantarsi sul pavimento sottostante. A soli 20 centimetri c’erano dei sacchi di granoturco che avrebbero potuto atttutire la caduta. 

Le due vittime dell’incidente erano molto note nei loro paesi, entrambe molto presenti nelle rispettive parrocchie. Menis era «una persona impegnata in famiglia e nel lavoro, ma anche parrocchia – ricorda l'ex sindaco di Artegna, Roberto Venturini –. Sempre al fianco della moglie, Anna Maria De Monte, catechista in parrocchia, ma anche autrice dei testi teatrali in friulano, rappresentati dal gruppo amatoriale dei Pignòts sui palcoscenici di tutto il Friuli per raccogliere fondi per fare solidarietà». Il figlio Luca ha preso le redini dell’azienda di famiglia ed è stato anche capogruppo delle aziende alimentari della Confindustria di Udine. «Una famiglia esemplare» conferma il parroco di Artegna, mons. Ivo Belfio.
Anche la piccola comunità di Sedilis di Tarcento è attonita per la morte di Daniele Treppo componente di una delle famiglie più attive nella locale comunità parrocchiale. Daniele viveva con i genitori mentre gli altri 3 fratelli sono sposati. «È come una mia seconda famiglia e di Daniele ero molto amico», afferma il parroco di Sedilis, mons. Duilio Corgnali che ricorda la generosità e la bontà dell'artigiano scomparso: «Un ragazzo che non litigava con nessuno. Se c'era bisogno di un piacere era sempre disponibile. Era molto amato».


 

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